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10 Cose da fare a Sarajevo

Sarajevo, capitale della Bosnia Erzegovina, è una città ricca di storia, una delle capitali più giovani d'Europa ideale per un weekend lungo, o un paio di giorni da passare fra ristoranti tipici e mercati nel corso del vostro viaggio attraverso i Balcani... Dal Mercato coperto al quartiere turco, dal Ponte latino alla Biblioteca Nazionale: Skyscanner ha scelto per voi 10 cose imperdibili da vedere a Sarajevo!

Sarajevo è una città europea decisamente giovane, eppure è una città ricca di storia. La capitale della Bosnia Erzegovina è stata definita per secoli "la Gerusalemme d’Europa": al suo interno hanno convissuto, e da dopo la guerra intestina convivono nuovamente, popoli di etnie e religioni differenti. Nel solo centro storico sono presenti i luoghi di culto di quattro differenti religioni, a testimoniare il carattere pacifico e la grande apertura di questo popolo magnifico. Ma il fascino di Sarajevo è anche dato dalla sua collocazione geografica, essendo circondata da montagne e attraversata dal fiume Miljacka, nonchè dalla bellezza del suo centro storico. Le attrazioni di Sarajevo sono moltissime e tutte legate alla sua storia. Noi di Skyscanner abbiamo fatto un salto a Sarajevo con Silvia di Trippando.it. La travel blogger piena di idee che ha creato una guida utilissima per viaggiare sponsorizzati.

Ecco il suo racconto, sulle 10 cose imperdibili da vedere a Sarajevo. La storia di questa capitale vi rapirà completamente: fate le valigie e mettetevi in viaggio!

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Sarajevo

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Bascarsija – Quartiere Turco

La Baščaršija, il quartiere turco, è la parte più fascinosa e colorata di Sarajevo. Seppur piccolo come estensione, questo quartiere è una città nella città. È contraddistinto da strade lastricate, bazar, bar, negozi colorati di artigianato turco, caffè e ristoranti in cui brulicano turisti e gente del posto. La Baščaršija costituisce una calamita per un turista in visita a Sarajevo: impossibile non tornarci e ritornarci ancora, scoprendo ogni volta una nuova viuzza, una nuova bottega artigiana. Impossibile tener chiuso il portafogli da queste parti!

Bascarsija, Sarajevo

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Mercato di Sarajevo

Tristemente noto per la famosa "bomba del mercato", che il 5 febbraio 1994 uccise 68 persone e ne ferì più di 140, il mercato coperto di Sarajevo è adesso un luogo di ricordo e di memoria, ma anche un posto incredibile dove poter far spesa di frutta e verdure direttamente dai contadini che abitano nei paesi attorno alla città. Quale posto migliore per osservare il regolare scorrere della vita degli abitanti di Sarajevo?

Il mercato è aperto dalle 8 alle 17 tutti giorni, la domenica mezza giornata. Si trova in pieno centro cittá in via Mula Mustafe Bašeskije 64, lungo la linea tramviaria dietro alla Cattedrale Cattolica.

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Sarajevo, Mercato

Le "Rose" di Sarajevo

Le chiamano rose, ma non sono fiori. Le hanno tinte di rosso, ma non come le rose. Sono rosse come il sangue, le rose di Sarajevo. Sono crateri a forma di rosa scavati dall’impatto tra una granata e un materiale duro, tipo il cemento o l’asfalto. Se ne trovano molte passeggiando per la città: a volte si calpestano, seguendo il flusso della folla, senza rendersene nemmeno conto. Le rose di Sarajevo sono lì, a ricordo delle persone uccise dalle bombe di una guerra tra fratelli.

Il Tunnel della Salvezza e il Museo della Guerra

A poche centinaia di metri dall’aeroporto, scavato dai militari bosniaci durante il periodo dell’assedio, il tunnel della salvezza era all’epoca l’unico punto di contatto tra la città di Sarajevo occupata e il resto del mondo. Il tunnel era lungo, in origine, 800 metri, scavati dalla cantina di un’abitazione privata, adesso adibita a museo, fino ad arrivare all’aeroporto. Sono rimasti oggi percorribili soltanto 18 metri, sufficienti ai turisti per rendersi conto di come doveva essere quando era in uso. All’interno del Museo della Guerra, che occupa parte dell’abitazione da cui partiva il tunnel, si trovano gli attrezzi usati per scavarlo, oltre a immagini dell’epoca. Sul retro dell’abitazione, sotto una tettoia, viene proiettato continuamente un documentario sulla storia del tunnel e sull’assedio di Sarajevo.

Il Museo della guerra presso il Tunnel della Salvezza di Sarajevo si trova in località Butmir, in Ulica Tuneli 1. È aperto tutti i giorni dalle 9 alle 16. L’ingresso costa 10KM, l’equivalente di 5 euro. Data la difficoltà a raggiungerlo (con i mezzi pubblici è pressoché impossibile) e la complessità del tema "guerra" a Sarajevo, vale la pena affidarsi a un’agenzia locale che organizza tour, e unirsi a un gruppetto per 10-12 euro a persona, oppure farsi organizzare un tour privato in italiano per 40-50 euro a famiglia o coppia.

Il Viale dei Cecchini

Tra la città e l’aeroporto, il Viale dei Cecchini era il luogo più triste della Sarajevo assediata. Nei palazzi occupati dalle truppe serbe, i cecchini sparavano contro i civili a piedi, contro le macchine in corsa da e per l’aeroporto e, soprattutto, contro i bambini. L’uccisione di un bambino era, per i cecchini serbi, fonte di altre morti, poiché attorno al piccolo corpo venivano richiamate altre persone. Visitare Sarajevo è anche farsi tornare alla mente questi ricordi, oppure sentire i racconti di chi ha vissuto la città durante l’assedio. Una visita a Sarajevo non può prescindere da momenti di serietà, di raccoglimento e di riflessione per la storia recente che l’ha attraversata.

I simboli della convivenza religiosa (Cattedrale cattolica, ortodossa e Sinagoga)

Senza esserci mai stati è incredibile pensare a come, in una città a maggioranza musulmana, si trovino tra le moschee anche edifici di culto di altre religioni. In particolare, la Cattedrale Cattolica, la Cattedrale Ortodossa e l’antica Sinagoga, adesso adibita a museo, si trovano a pochi metri l’una dall’altra, appena fuori dalla Baščaršija.

Sarajevo

Tsars – Moschea dell’Imperatore

Risalente alla seconda metà del Cinquecento, la Moschea dell’Imperatore, detta anche Tsars, è dedicata al sovrano Solimano I. Nei paraggi si trovano anche luoghi di riposo per le carovane di pellegrini, osterie, bagni turchi, un monastero musulmano e molti negozi.

Sarajevo, Tsars

Ponte Latino

Non si è stati a Sarajevo senza essersi soffermati per qualche attimo di fronte al Ponte Latino, dove nel giro di pochi attimi è cambiata la storia del secolo scorso. Nel punto esatto in cui l’erede al trono di Austria e Ungheria Francesco Ferdinando d’Asburgo cadde per mano dello studente Gavrilo Princip – l’evento che diede il via alla Prima Guerra Mondiale – una lapide ricorda l’accaduto. Di fronte si trova uno dei cinque musei della città di Sarajevo, dedicato quasi per intero all’attentato.

Sarajevo, Ponte Latino

Biblioteca Nazionale

Simbolo dello scempio compiuto alla città durante l’assedio, la Biblioteca Nazionale, situata sulla riva destra della Miliatcha, appena fuori dalla Baščaršija, a pochi metri dal Ponte Latino, è stata negli ultimi anni riaperta al pubblico, tornando al suo antico splendore, seppur priva del 90% dei libri che conteneva, andati bruciati durante l’assedio la notte tra il 25 e il 26 agosto 1993.

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Inat Kuca – La Casa Turca

Avete mai visitato l’interno di una casa turca? Di fronte alla Biblioteca Nazionale, sull’altra sponda della Miliatcha, Inat Kuca è un luogo splendido dove potersi rifocillare dopo una visita del centro storico della città. Bar e ristorante, Inat Kuca vale la pena anche di essere visitata come edificio artistico: è una casa antica originale spostata in questo luogo pietra per pietra nel 1895, quando il nuovo piano regolatore della città aveva ordinato il suo abbattimento nel luogo in cui prima si trovava, al di là del fiume.

Il costo delle pietanze è leggermente superiore a quello di locali dello stesso livello, ma rimanere a bocca aperta non ha prezzo! E, comunque, un caffè bosniaco (molto simile al caffè turco), costa l’equivalente di 1 euro. Spesa affrontabile in cambio di tanta magnificenza, no?

Sarajevo, Casa Turca

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