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Certificato vaccinazione Covid per viaggiare: tutte le informazioni aggiornate

Sappiamo che viaggiare è difficile in questo momento. Insieme agli aggiornamenti sulle restrizioni dovute al Covid-19, continuiamo a ispirarvi con nuovi contenuti di viaggio in modo che quando il mondo riaprirà le sue porte, sarete pronti.

Il Certificato di Vaccinazione Covid-19 è la soluzione che molti Paesi stanno sostenendo per permettere ai cittadini di viaggiare liberamente nell’Unione Europea. Un certificato che potrebbe essere il primo passo verso la digitalizzazione completa della medicina in ambito comunitario. Ma cosa sono i certificati vaccinali Covid? In cosa differiscono dai passaporti vaccinali? Cosa sono i pass sanitari? E come influenzeranno i viaggiatori di tutto il mondo? In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza su cosa si intende per certificato di vaccinazione Covid e in generale tutto quello che bisogna sapere in materia.

Da quando la pandemia di Covid-19 è entrata nelle nostre vite, viaggiare è cambiato drasticamente. Nuove regole sono state imposte e continuano ad esserlo, cambiando di settimana in settimana: dalle quarantene ai test antigenici senza dimenticare l’utilizzo delle mascherine e il distanziamento sociale. Con la diffusione dei vaccini però la situazione andrà progressivamente migliorando e si potrà cominciare a viaggiare proprio come accadeva prima di marzo 2020. Ma c’è una questione di cui si parla da qualche tempo legata proprio al vaccino: il certificato di vaccinazione Covid per viaggiare. Vediamola insieme.

Questa pagina è stata aggiornata il 30 aprile 2021. A quanto ci risulta, le informazioni di questa pagina erano corrette al tempo della pubblicazione. Per ulteriori informazioni aggiornate, visitate il sito di UE (Unione Europea) e IATA (International Air Travel Association).

Che cos’è il certificato di vaccinazione Covid-19?

certificato vaccinazione Covid

Il certificato di vaccinazione Covid-19 è una prova digitale attestante che una persona è stata vaccinata contro il Covid-19. Il 17 marzo 2021 la Commissione Europea ha presentato una proposta intesa a creare un certificato verde digitale per agevolare la libera circolazione sicura dei cittadini nell’UE durante la pandemia di Covid-19 ancora in corso. I certificati verdi digitali saranno validi in tutti gli Stati membri dell’UE.

Il certificato verde digitale contiene informazioni fondamentali necessarie quali nome, data di nascita, data di rilascio, informazioni pertinenti su vaccino/test/guarigione e identificativo unico.

Come funziona il certificato vaccinale?

Si tratta di un applicazione digitale che sfrutterà la tecnologia QR code. Al momento del controllo del certificato si procede alla scansione del codice QR e alla verifica della firma digitale per impedirne la falsificazione. Ogni organismo autorizzato a rilasciare i certificati (ad esempio un ospedale, un centro di test o un’autorità sanitaria) ha la propria chiave di firma digitale. Tutte le chiavi di firma sono conservate in una banca dati protetta in ciascun Paese.

La Commissione Europea creerà un gateway (“portale”), mediante il quale tutte le firme dei certificati potranno essere verificate in tutta l’UE. I dati personali codificati nel certificato non passeranno attraverso il gateway dato che ciò non è necessario per verificare la firma digitale. La Commissione Europea aiuterà gli Stati membri a sviluppare un software che potrà essere utilizzato dalle autorità per controllare i codici QR.

Qual è la differenza tra certificazione vaccinale e passaporto vaccinale?

certificato vaccinale vs passaporto vaccinale

La differenza fondamentale tra certificazione vaccinale e passaporto vaccinale sta nel loro significato. Certificazione presuppone la non obbligatorietà del documento, al contrario il termine “passaporto” indica un documento obbligatorio per entrare e spostarsi in un determinato Paese. La nomenclatura passaporto vaccinale continua a essere utilizzata per indicare la certificazione, ma per un uso corretto è bene riferirsi a questo strumento come certificazione vaccinale o certificato di vaccinazione.

Considerando che al momento il vaccino Covid non è obbligatorio (nel corso della campagna vaccinale il Governo Italiano valuterà il tasso di adesione dei cittadini) l’idea di un passaporto vaccinale è controversa. Organizzazioni come il World Travel & Tourism Council (WTTC) ritengono che:

Ci vorrà molto tempo per vaccinare la popolazione globale, in particolare nei paesi meno avanzati, o in diverse fasce di età, quindi non dovremmo discriminare coloro che desiderano viaggiare ma non sono stati vaccinati“, si legge in una dichiarazione del WTTC, che raccomanda certificati vaccinali in concomitanza con test e misure igieniche.

I test per i viaggiatori non vaccinati, insieme all’obbligo di indossare la mascherina e ai protocolli di salute e igiene, consentirebbero la ripresa sicura dei viaggi internazionali ed eviterebbero il rischio di trasmissione“.

Chi rilascerà la certificazione?

Secondo il sito ufficiale della Commissione Europea le autorità nazionali sono responsabili del rilascio del certificato. Potrebbe, ad esempio, essere rilasciato dagli ospedali, dai centri di test o dalle autorità sanitarie anche se i dettagli relativi alle procedure non sono stati resi noti.

La versione digitale può essere salvata su un dispositivo mobile. I cittadini possono inoltre richiedere una versione cartacea. Entrambe le versioni disporranno di un codice QR contenente le informazioni essenziali e di un sigillo digitale per garantire l’autenticità del certificato.

Per esempio, nella Regione Lazio sono già online 500mila certificati vaccinali elettronici. E in breve tempo saranno consultabili e quindi scaricabili anche attraverso il proprio medico di fiducia. Tutto questo sarà possibile attraverso la piattaforma dell’Anagrafe Vaccinale Regionale.

Da quando entrerà in vigore il certificato?

Al momento non si hanno informazioni certe su quando il certificato di vaccinazione Covid entrerà in vigore, né quale forma avrà e quali Paesi lo adotteranno per primi. A marzo 2021 la Commissione Europea ha presentato la proposta legislativa di un “Digital Green Certificate” (certificato verde digitale) per facilitare la libera circolazione sicura all’interno dell’UE durante la pandemia di Covid-19. Lo scopo è salvare la stagione turistica estiva, ragion per cui potrebbe entrare in vigore entro metà giugno e dovrebbe essere disponibile gratuitamente in formato digitale o cartaceo.

Quali saranno i potenziali vantaggi del certificato vaccinale?

viaggiare durante il Covid

I certificati vaccinali potrebbero potenzialmente accelerare la ripresa del settore dei viaggi e del turismo, che è stato duramente colpito dalle restrizioni Covid. Potrebbero anche consentire viaggi internazionali senza la necessità di quarantena. A livello nazionale, il certificato vaccinale porterebbe al ritorno di grandi eventi al chiuso e raduni di massa senza un aumento del rischio di trasmissione di malattie.

Nel gennaio 2021, l’International Air Travel Association (IATA) ha sostenuto la proposta di un certificato di vaccinazione paneuropeo, affermando che sarebbe “un passo importante per dare ai governi la sicurezza di aprire in sicurezza i loro confini e ai passeggeri la sicurezza di volare senza la barriera della quarantena“.

Come posso dimostrare nel frattempo il mio stato vaccinale?

Al momento non è del tutto chiaro. Potenzialmente, il certificato verde digitale servirà per dimostrare di essersi vaccinati, di aver avuto un risultato negativo al tampone o di essere guariti dal Covid per muoversi nella UE senza restrizioni. A partire da ora, il vostro medico di famiglia dovrebbe avere accesso al vostro stato di vaccinazione, ma non è chiaro come fornirebbe la prova della vaccinazione ai fini del viaggio.

Il certificato servirà solo per la vaccinazione da Covid-19?

Nonostante non ci siano informazioni in merito, considerando le conversazioni ufficiali intorno all’argomento è lecito pensare che il certificato vaccinale non sarà solo un modo per archiviare i dati relativi al Covid-19 ma anche per iniziare un percorso di digitalizzazione unificata della medicina a livello comunitario, allo scopo di tracciare in maniera più dettagliata i cittadini e, nel futuro, prevenire pandemie come quella che stiamo vivendo. Dunque, uno strumento digitale che va ben oltre la registrazione dei dati sul Coronavirus.

Sarà obbligatorio avere il certificato di vaccinazione da Covid?

Come potrete ben immaginare l’obbligatorietà del certificato è uno dei temi più dibattuti del momento. Per ora possiamo affermare che il certificato verde digitale è inteso ad agevolare la libera circolazione all’interno dell’UE. Non costituirà un prerequisito per la libera circolazione, che costituisce un diritto fondamentale nell’UE.

Il certificato verde digitale può anche fornire prova dei risultati dei test, che spesso sono richiesti nell’ambito delle restrizioni sanitarie applicabili. Offre agli Stati membri l’opportunità di adeguare le restrizioni in vigore per motivi di salute pubblica. L’auspicio è che essi tengano conto di questa prova dello stato COVID-19 delle persone per agevolare gli spostamenti.

Lo scopo è puntare a soluzioni diversificate almeno fin quando la maggior parte della popolazione, compresi i giovani, sarà vaccinata e quindi permettere la libertà di circolazione anche in presenza di tampone negativo, lasciando alle nazioni la libertà di applicare restrizioni.

Cosa sono i pass digitali sanitari e chi li sta sperimentando nel mondo?

pass digitali sanitari

Il WTTC fa una chiara distinzione tra pass digitali sanitari e passaporti sanitari. Un pass sanitario o di viaggio registra alcune informazioni, come i risultati del test Covid o potenzialmente una vaccinazione Covid, e pochi altri dati personali. I risultati vengono solitamente registrati digitalmente e un pass sanitario può scadere dopo che i risultati non sono aggiornati. Un passaporto sanitario, d’altra parte, registra tutti i dati sanitari della persona, comprese le informazioni su disabilità, allergie e varie vaccinazioni. Ma chi sta sperimentando pass digitali sanitari nel mondo? Vediamo qualche esempio…

L’Islanda è tra i primi Paesi a fornire pass sanitari Covid-19 ai cittadini che hanno ricevuto le vaccinazioni. La Danimarca segue l’esempio di Israele e lancia il “coronapass”, non solo un pass di viaggio ma un certificato utile per partecipare ad eventi, frequentare bar, cenare al ristorante e via di seguito. Anche la Svezia, come la Danimarca, sta pianificando l’introduzione di un certificato vaccinale a livello locale che possa aiutare a vivere meglio.

Da febbraio 2021 la Polonia rilascia a chi riceve due dosi del vaccino un documento di conferma con codice QR univoco scaricabile che può essere utilizzato per viaggiare e partecipare ad eventi di vario tipo all’interno del Paese. Le Seychelles, proprio come le Maldive, hanno già eliminato l’obbligo di quarantena per i turisti vaccinati e che possono provare di essere stati vaccinati. Per entrare nel Paese basterà mostrare un test Covid negativo.

Dal canto loro, anche le compagnie aeree cominciano ad organizzarsi: Ryanair ha lanciato Travel Wallet, l’applicazione dove inserire i dati relativi al test PCR negativo, al certificato di vaccinazione contro il Covid-19 e qualsiasi altro documento relativo al Covid che potrebbe essere richiesto per viaggiare in Europa.

Anche aziende che non si occupano di viaggi hanno iniziato a sperimentare soluzioni: IBM ha avviato lo sviluppo del Digital Health Pass, un app che permetterà di certificare la propria vaccinazione o l’esito negativo di un test sul Coronavirus per accedere ai luoghi pubblici più frequentati sia per lavoro, sia per svago.

La stessa cosa sta facendo il World Economic Forum in collaborazione con la non profit svizzera Commons Project Foundation: insieme stanno lavorando al CommonPass per velocizzare le riaperture dei luoghi pubblici e facilitare gli spostamenti.

L’ICC AOKpass è un’app simile a CommonPass. Archivia in modo sicuro le cartelle cliniche utilizzando la tecnologia blockchain e le informazioni sanitarie vengono salvate localmente sul proprio telefono anziché in un database centrale. È stato sviluppato da una società privata con sede a Singapore ed è sostenuto dall’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite.

Daon, con sede negli Stati Uniti, ha sviluppato VeriFLY come un modo per archiviare i documenti di viaggio necessari in un’unica app, inclusi i test Covid. VeriFLY è attualmente in fase di sperimentazione sui voli transatlantici British Airways verso gli Stati Uniti e su alcune rotte internazionali di American Airlines.

Come funziona il nuovo IATA Travel Pass?

Sviluppato dall’International Air Transport Association, lo IATA Travel Pass o pass sanitario digitale per i viaggi internazionali Covid-Free è un’app che servirà a supportare l’apertura dei confini in sicurezza e facilitare il volo dei passeggeri in questa fase di lotta al Coronavirus. Come per il CommonPass, di cui abbiamo precedentemente parlato, l’obiettivo è archiviare in modo sicuro le informazioni su vaccinazioni e test e fornirle in un formato facilmente leggibile. Il nuovo IATA Travel Pass è attualmente in fase di sperimentazione su diverse compagnie aeree, come Singapore Airlines, Iberia, Qantas e tante altre.

L’esperienza dell’Aeroporto di Roma Fiumicino

L’Aeroporto Leonardo da Vinci (Roma Fiumicino) da gennaio 2021 ha aperto un corridoio con il JFK di New York che si applica a tutti i voli operati da Alitalia. Chi parte da Roma per New York può effettuare un test antigenico rapido direttamente in aeroporto se non ha a disposizione i risultati negativi di un tampone molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti l’imbarco del volo. Il risultato del test rapido viene comunicato sull’app AOKpass, scaricabile gratuitamente, sotto forma di codice QR scannerizzabile al bisogno. All’imbarco sul volo per New York, il QR code verrà scannerizzato dagli addetti per confermare la partenza. La stessa procedura si applica ai passeggeri in partenza da New York JFK e arrivo a Roma Fiumicino.

L’app verrà presumibilmente usata anche per tenere traccia dei vaccini, permettendo la scannerizzazione del codice QR per gli imbarchi a Roma e a New York sui voli Alitalia.

viaggiare coronavirus

I certificati vaccinali e/o i pass sanitari consentiranno di viaggiare più velocemente?

pass sanitari e viaggi veloci

Questa è una domanda da un milione di dollari, quella su cui dibattono tutti a livello globale.

Al momento è impossibile dirlo. I certificati vaccinali e/o pass sanitari anti-Covid consentiranno di viaggiare verso quei Paesi che dichiarano di accogliere i visitatori che possono dimostrare di essere stati vaccinati, altrimenti chiusi o aperti solo dopo un periodo di quarantena. Ma non sappiamo ancora quale forma potrebbe assumere la certificazione del vaccino o se l’Italia lo implementerà affatto. Al momento nel nostro Paese si sta puntando su strategie di sicurezza Covid come periodi di isolamento e test rigorosi all’arrivo. Resta da vedere se la certificazione del vaccino diventi parte dell’equazione.

Quali Paesi hanno detto che accetteranno i certificati vaccinali Covid?

Cipro e certificato vaccinale

Diversi Paesi hanno dichiarato che potenzialmente accetteranno turisti senza la necessità di quarantena se possono dimostrare di aver ricevuto il vaccino Covid.

Cipro è stato il primo Paese dell’UE a dichiarare che avrebbe potenzialmente abolito i requisiti di quarantena per i viaggiatori che avrebbero dimostrato di aver ricevuto un vaccino Covid mentre altri Paesi come Grecia, Israele, Portogallo, Estonia e Tailandia stanno esaminando la possibilità di viaggio senza restrizioni per le persone vaccinate. Ma per la maggior parte, tale viaggio senza restrizioni è ipotetico fino a quando non sarà possibile concludere accordi internazionali su ciò che costituisce la prova della vaccinazione.

Quali sono le questioni più spinose relative al certificato vaccinale per Covid-19?

Dal momento che la pandemia è imprevedibile così come sono imprevedibili i suoi sviluppi presenti e futuri, il limite più importante del certificato è che allo stato attuale non è ancora stato dimostrato scientificamente che i vaccinati non sono contagiosi per cui questo strumento potrebbe rivelarsi inutile. A ciò si deve aggiungere il problema della distribuzione dei vaccini dal momento che in molti Paesi, Italia compresa, i vaccini sono stati distribuiti – e continueranno ad esserlo – prima alla popolazione più fragile che, a conti fatti, è anche quella che viaggia di meno o affatto.

Inoltre si solleva il problema della privacy, che va indirizzato in modo tale da evitare che dati sensibili e personali possano essere trasferiti e visualizzati senza autorizzazione; ricordiamo infatti che i dati sulla salute personale rientrano nei cosiddetti dati sensibili e il loro utilizzo deve essere giustificato solo in funzione di determinate situazioni.

Tutte questioni che le istituzioni stanno analizzando per trovare la soluzione migliore.

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