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Deserto della Namibia: quando andare e cosa vedere

La Namibia, più di ogni altro paese africano, evoca il deserto. Soprattutto le sue immense dune di sabbia, che finiscono direttamente nel mare. L’immagine da cartolina che viene subito in mente quando si parla di Namibia è quella del deserto del Namib con i suoi famosi pan (laghi salati) e gli alberi ormai secchi. Il contrasto poi tra le dune di sabbia e il selvaggio Oceano Atlantico regala dei paesaggi assolutamente unici e surreali. Il Deserto del Namib è anche uno dei pochi deserti che si presta ad essere esplorato (almeno in parte) in autonomia con un viaggio on-the-road in self-drive. Skyscanner vi porta allora alla scoperta dello spettacolare Deserto della Namibia!

Circa il 60% della Namibia è semidesertico, diviso tra le sabbie rosse del deserto del Kalahari a sud e le sabbie giallo ocra del deserto del Namib a ovest, e non stupisce che la Namibia sia il secondo paese più scarsamente popolato al mondo dopo la Mongolia. Il nome del paese, Namibia, deriva proprio dal deserto omonimo, e fu scelto come etimo neutrale per evitare diatribe tra le varie etnie (in Namibia ci sono ben 11 etnie diverse!).

Deserto della Namibia, viaggio in Namibia

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Alla scoperta del Deserto del Namib

Il deserto del Namib si trova in condizioni di aridità e semiaridità da circa 80 milioni di anni e questo fa di lui il deserto “più vecchio” del mondo. Questo non significa però che il clima e le dune siano rimaste invariate durante tutto questo periodo! Al contrario, il deserto cambia e si evolve a seconda dei mutamenti climatici, ed è noto che le dune si stiano spostando a nord e a ovest secondo un ciclo costante con l’aiuto dei venti che soffiano dall’oceano. Un altro mito da sfatare è quello che vedrebbe il deserto privo di forme di vita. In realtà, grazie alla nebbia che si alza quotidianamente dall’Oceano Atlantico, sulle sue dune e sulla costa brulla riescono incredibilmente a sopravvivere tante specie vegetali e animali, come gli alberi di sughero e i cespugli di uva selvatica, o il tasso e la mangusta gialla.

Questa scenografia naturale in costante mutamento si può ammirare al meglio nel Namib-Naukluft Park intorno a Sossuvlei o, dall’alto, con un volo panoramico o un giro in mongolfiera partendo da Swakopmund. Lo spettacolo incredibile dei colori che sfumano sulla sabbia in movimento, specialmente al tramonto o all’alba, è uno dei più emozionati che si possano immaginare!

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Namibia- vista aerea del deserto del Namib

Informazioni sulla Namibia: fuso orario, documenti, moneta

Capitale: Windhoek
Popolazione: poco più di 2 milioni
Lingua: ci sono più di 11 lingue indigene, ma la più utilizzata è l’Oshiwambo (circa il 50% della popolazione), a seguire l’Africaans e l’inglese
Religione: la maggior parte della popolazione è di religione cristiana, soprattutto di dottrina luterana
Moneta: dollaro namibiano
Documenti: per entrare in Namibia non c’è bisogno di alcun visto. I turisti italiani possono fermarsi in Namibia per un periodo di 90 giorni
Fuso Orario: la Namibia si trova a -1h rispetto all’Italia
Vaccinazioni: nessuna vaccinazione è richiesta ai viaggiatori italiani

Deserto della Namibia, informazioni

Deserto della Namibia: quando andare

La Namibia si può visitare tutto l’anno perchè il clima è sempre caldo e secco. Trovandosi nell’emisfero australe le stagioni sono invertite rispetto alle nostre: l’inverno va da maggio a settembre e l’estate da dicembre a marzo. D’inverno la temperatura media oscilla tra i 18° e in 25° e durante l’estate tra i 35° e i 40°.Come in tutte le regioni desertiche però l’escursione termica è estremamente marcata: di giorno fa molto caldo e di notte le temperature scendono anche di 30 gradi. In luglio e agosto di notte si scende facilmente sotto zero. Dicembre e gennaio sono i mesi di alta stagione, quando i sudafricani si spostano in Namibia per visitare i parchi e stare all’aria aperta.
Piccola nota: in Namibia ci sono mediamente 300 giorni di sole all’anno, è la meta perfetta per i meteoropatici!

Namibia - strada sterrata nel deserto

Namibia, come arrivare e come spostarsi

Per visitare i deserti della Namibia si vola sull’Aeroporto Internazionale Hosea Kutako di Windohoek. Dall’Italia non esistono voli diretti per la Namibia: normalmente si fa scalo a Johannesburg in Sudafrica, oppure a Londra o Francoforte. Una volta arrivati nella capitale conviene affittare una macchina per potersi spostare liberamente, ed è preferibile optare per un 4×4 chiedendo espressamente di avere una doppia ruota di scorta. In Namibia le strade asfaltate si contano sulle dita di una mano, e forare una gomma è un’esperienza molto comune. Le strade sono perlopiù sterrate e poco frequentate ed è bene avere sempre una ruota di scorta in più, un navigatore GPS, cibo e acqua: potreste non incontrare nessun veicolo per decine e decine di chilometri. Per affittare una macchina è necessario avere la patente internazionale e una carta di credito.

Namibia- un pan vicino a Sossuvlei

Cosa vedere in Namibia: Sossusvlei e il Namib-Naukluft Park

Il pezzo forte di un viaggio in Namibia è senza ombra di dubbio il giro sulle
gigantesche dune di sabbia intorno a Sossusvlei. È uno dei paesaggi desertici più accessibili al mondo e sicuramente uno dei più spettacolari. Per visitare le dune dovrete percorrere circa 65 chilometri dall’ingresso del parco Namib-Naukluft Park e parcheggiare la vostra auto; da lì potete andare ancora avanti di 5 chilometri a piedi (evitate chiaramente le ore più calde!) o con un bus navetta.

Viaggio in Namibia, Namib-Naukluft Park

Camminando vi renderete conto che Sossusvlei in realtà è un enorme pan circondato da maestose dune di sabbia, considerate le più alte al mondo. Questa zona del deserto del Namib è davvero spettacolare! Vedrete dune ovunque, interrotte di tanto in tanto da questi bianchi laghi di sale pieni di alberi secchi. Vi sembrerà di essere intrappolati in un quadro di Salvador Dalì! Camminare nella sabbia per raggiungere la cima delle dune più alte è davvero faticoso, ma vedrete che ne sarà valsa la pena. Nelle giornate limpide potrete vedere tutto il mare di sabbia di circa 100 chilometri espandersi in tutte le direzioni. Tornando verso i cancelli del parco salite sulla famosa duna 45 (così chiamata perchè si trova al chilometri 45 della strada) a vedere il tramonto: una tappa obbligata.

Namibia - duna nel Namib-Naukluft Park

 

Cape Cross e la Skeleton Coast

La Skeleton Coast si estende per 1600 chilometri da Swakopmund a nord fino alla foce del fiume Kunene, che segna il confine con l’Angola ed è una delle aree selvagge costiere più bizzarre e più affascinanti del pianeta. Come si intuisce dal nome, la Skeleton Coast (Costa degli scheletri) è famosa per essere praticamente priva di vita e quasi impossibile da raggiungere. Per arrivarci dall’interno bisogna attraversare il deserto mentre dal mare ci sono onde altissime provocate dalla corrente del Benguela. I boscimani hanno chiamato questa costa “la terra che Dio ha creato con rabbia” e i portoghesi “le sabbie dell’Inferno”. Il nome odierno deriva invece dai migliaia di relitti che si incontrano lungo la costa; fra i più famosi ci sono quelli delle navi Eduard Bohlen, Otavi, Dunedin Star e Tong Taw.

Nella parte sud le spiagge sono più di sassi, mentre a nord più di sabbia. Si può accedere allo Skeleton Coast National Park da sud, dalla West Coast Recreational Area, oppure da est, dal Damaraland. Ovunque entriate assicuratevi di avere ore di luce a sufficienza per girare il parco o per raggiungere uno dei tre campeggi in cui è possibile pernottare (da prenotare con largo anticipo).

Pochi chilometri prima della West Coast Recreational Area c’è la riserva di foche di Cape Cross. Durante la stagione delle nascite (novembre/dicembre) si stima che ci siano circa 250mila esemplari. I maschi iniziano ad arrivare qui ad ottobre per conquistare la terra per le loro compagne. La distesa di foche che vedrete è davvero impressionante, ma è anche uno dei posti più maleodoranti del pianeta, e sarà dura resistere tanto tempo ad osservare i cuccioli e le migliaia di foche che sguazzano tra le onde.

 

Namibia-  foche nella riserva di Cape Cross

Fish River Canyon

Il Fish River Canyon si trova nel sud della Namibia ed è il secondo canyon più grande del mondo dopo il Gran Canyon negli Stati Uniti. Si estende per circa 160 chilometri, con una larghezza che arriva fino a chilometri km e una profondità che in alcuni punti supera i 500 metri. Vi si accede da Ai-Ais a sud o da Hobas da nord. Entrando da nord il primo punto di avvistamento che troverete è il Main Viewpoint: in questo punto il fiume descrive una serie di anse e potrete godere appieno della grandezza e del potere della natura. Proseguendo oltre arriverete all’Hikers Viewpoint, altrettanto imperdibile. Questo viewpoint è anche il punto di partenza di uno degli itinerari escursionistici più impegnativi dell’Africa Meridionale, il Fish River Canyon Trail. Questo percorso di 85 chilometri si snoda lungo il canyon ed è adatto solo ai più allenati (senza contare il fatto che è percorribile solo dal 1° maggio al 15 settembre a causa delle temperature), ma regalerà un’esperienza magica ai più preparati e temerari.

Namibia- Fish River Cross

La città fantasma di Kolmanskop

Se amate il deserto – e le città deserte – non potete mancare la città fantasma di Kolmanskop, nel sud della Namibia: costruita all’inizio del Novecento dai tedeschi per sfruttare un giacimento di diamanti, e progressivamente abbandonata dopo la Grande Guerra, Kolmanskop è oggi meta molto amata dai viaggiatori più romantici… e a ragione! Vi sembrerà di essere in uno strano film western. Con le sue grandi case piene di sabbia e le vie battute dal vento, Kolmanskop è una delle città fantasma più affascinanti al mondo.

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Viaggio in Namibia: Kolmanskop

Safari nel Parco di Etosha

Oltre al deserto del Namib, la Namibia è meta prediletta dai viaggiatori per il favoloso Etosha National Park, uno dei parchi naturali più celebri al mondo, e uno dei migliori in Africa per avvistare gli animali! Il Parco di Etosha si trova nell’interno, nel nord del paese, a 500 chilometri dalla capitale Windhoek: in gran parte è desertico (di uno spettacolare colore bianco: il significato del nome, infatti, è “grande luogo bianco”). Che animali vedere? Mah, tutti quelli che volete! Sono oltre cento le specie presenti qui, fra cui elefanti, zebre, giraffe, gnu, leoni, iene, sciacalli, leopardi, ghepardi e persino – da poco reintrodotti – i rinoceronti! Avete la macchina fotografica? No? Ahi ahi ahi…

Namibia, Etosha

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