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Viaggio in Giordania: tour di Petra e deserto di Wadi Rum

La Giordania ci affascina con le sue magiche atmosfere, i suoi scenari da sogno e la sua natura selvaggia. Crocevia di culture, la Giordania è una terra di acqua e di deserti che si estende dal Wadi Rum – l’iconico deserto di Lawrence d’Arabia – fino alle sponde del mitico Mar Morto. Tra montagne sacre, cascate termali e paesaggi lunari, rimarrete senza fiato di fronte alle rovine dell’antica Jerash e al canyon di Wadi Al-Mujib: ma non solo, fin dal vostro arrivo scoprirete che l’ospitalità giordana è leggendaria. Almeno quanto lo sono le bellezze storiche e naturali del paese.

In bilico tra realtà e leggenda, come in un film di Indiana Jones, troverete lei: Petra, l’antica città scavata nella roccia. Una delle più attrazioni più impedibili di tutto il Medio Oriente e grande meraviglia del mondo antico, Petra è una meta imperdibile per archeologi e appassionati di storia, avventurieri e viaggiatori di tutte le età, da visitare almeno una volta nella vita.

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Petra

Petra fu la capitale dell’antico regno arabo dei Nabatei. La mitica città rosa, scavata nella roccia arenaria, è diventata l’icona stessa della Giordania, oltre a comparire su tutti i trattati di archeologia del mondo. Famosissima, certo: ma nulla potrà prepararvi alla sua grandezza, all’incredibile suggestione di vederla dal vivo e con i vostri occhi.

Raggiungendo in auto Wadi Musa, la città che oggi ospita il sito archeologico di Petra, è impossibile indovinare che cosa si celi tra le anse del deserto circostante: Petra è nascosta ai nostri occhi. Per vederla bisogna raggiungere l’entrata del sito archeologico e percorrere a piedi il Siq, un lungo canyon al termine del quale troveremo il Khasneh, il famosissimo tesoro della città. Vedendolo ergersi nei suoi trenta metri d’altezza e quaranta di larghezza, sembra impossibile immaginare che sia stato dimenticato per diversi secoli, finendo quasi sepolto sotto la terra del deserto circostante.

I Nabatei costruirono Petra più di duemila anni fa, scavandola interamente nella roccia: il processo di costruzione fu enormemente laborioso, e anche un grande esempio di ingegneria civile. Petra, infatti, sorge in una zona desertica in forte pendenza – siamo a circa 800 metri sul livello del mare – che i Nabatei decisero di sfruttare al meglio per convogliare le acque piovane in un sistema di canali e cisterne.

Scavando canali riuscirono a recuperare l’acqua – una ricchezza inestimabile nel deserto – facendo la floridità e la ricchezza della loro capitale, che divenne un vero e proprio hub strategico e commerciale. I Nabatei furono soprannominati “cacciatori d’acqua”: proprio come i Romani, gli antichi signori di Petra si dimostrarono degli abilissimi ingegneri, scavando nella pietra anche abitazioni, monasteri e intere necropoli.

Petra fu dimenticata per secoli, prima di venire riscoperta, nel 1812 dall’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhard. Come un vero Indiana Jones, nel secolo delle grandi scoperte archeologiche, Burckhardt attraversò il deserto d’Arabia sotto mentite spoglie e ritrovò la città perduta di cui si favoleggiava nei libri, mezza sepolta nella sabbia e coperta da un letto di arenaria. Petra era caduta nell’oblio, diventando un segreto custodito dai beduini, una storia tramandata da padre in figlio: grazie agli scavi archeologici (cui partecipò anche la scrittrice Agatha Christie con il marito archeologo) la città è oggi tornata visibile, restituendoci parte del suo passato splendore.

Petra

Giordania

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Il Tesoro di Petra

Per accedere al sito archeologico di Petra, che si trova nell’odierna città di Wadi Musa, si passano i tornelli dell’entrata, circondati da negozietti di souvenir: questo è il momento migliore per fare scorta d’acqua, che vi servirà lungo la lunga camminata. Il biglietto costa cinquanta dinari, e si può comprare in loco: una volta entrati avrete un po’ di strada da fare prima di trovare davanti a voi il Siq, il canyon e passaggio tra la roccia arenaria che vi condurrà – in un chilometro e mezzo di strada – al cospetto del tesoro di Petra.

Tra le rocce del Siq trovano posto antiche costruzioni, iscrizioni, antichissimi ingressi nella roccia: sono anche visibili alcuni dei canali originali scavati dai Nabatei. Carrozze trainate da cavalli al galoppo, muli e cammelli da trasporto passano un po’ ovunque sollevando un discreto polverone, specialmente nelle ore centrali della giornata: non esitate a percorrere il Siq a bordo di uno dei cammelli agghindati con i colori beduini, sarà un’esperienza molto divertente (anche se non necessariamente comoda!).

La strada del Siq sembra non finire mai, ed è come un preludio alla meraviglia del Tesoro. Dopo circa un chilometro e mezzo di strada, all’improvviso, da una fenditura nelle rocce vedrete materializzarsi un’immagine che rimarrà indelebile per sempre. Ogni tentativo di descriverne la bellezza svanisce, davanti all’originale: si rimane immancabilmente senza parole davanti alla magnificenza di Khasneh, il Tesoro di Petra.

Il maestoso monumento fu edificato tra la fine del primo secolo avanti Cristo e il secondo secolo dopo Cristo, destinato a ospitare la tomba di un importante sovrano nabateo. Un e vero e proprio mausoleo regale, come si evince dalla facciata – maestosa, adornata di statue, colonne in stile dorico. Una meraviglia da ammirare a tutte le ore del giorno, con il rosa della roccia che cambia con la luce, e perfino di notte, illuminata dalle candele. Un tempo era possibile visitare anche l’interno ma oggi l’ingresso non è consentito: come ogni tesoro che si rispetti, è possibile ammirarlo solamente a distanza!

Sono tanti gli elementi che ci parlano del genio architettonico nabateo: alcuni di essi, all’interno della struttura, ci sfuggono, ma se con voi avrete una buona guida, non mancherà di farvene notare altri, come il timpano centrale spalancato sulla volta celeste per permettere simbolicamente all’anima di elevarsi.

Prendetevi tutto il tempo che vi serve per ammirare il tesoro, e tenete presente che nelle ore centrali della giornata non sarete mai soli, tra turisti e venditori di chincaglieria di tutte le età, sferraglianti carrozze lanciate al galoppo: meglio arrivare di mattina presto.

Giordania, deserto

Petra

Il sito archeologico

Il sito archeologico brulica di vita: esteso per più di 240000 metri quadrati, è da visitare il più possibile con calma, perché di monumenti e musei da visitare ce ne sono tantissimi, circa un migliaio.

Tra questi spicca il teatro nabateo in stile ellenico e romano, anch’esso risalente a più di 2000 anni fa: ci racconta la gloria e lo splendore della città dei vivi e dei morti, che era diventata anche una capitale del divertimento, una sorta Las Vegas ante litteram.

Da visitare, in cima a più di ottocento gradini di pietra, il Monastero Al-Deir: dalla sua posizione dominante ci regala un panorama stupendo sul sito archeologico. Si può affrontare l’impervia scalata anche a dorso di mulo, al costo di dieci dinari: un espediente spesso sconsigliato dalle guide locali, perché il mulo è un mezzo di trasporto piuttosto instabile per una salita tanto ripida.

Il momento migliore per visitare Petra, soprattutto se volete una luce morbida per scattare le foto, è al mattino presto oppure nel tardo pomeriggio: per avere il tempo necessario per visitare il sito archeologico è meglio arrivare di mattina presto. Un’esperienza altrettanto indimenticabile è quella di Petra by Night, la scenografica visita notturna che ha luogo il lunedì, il mercoledì e il giovedì dalle 20.30 alle 22.00.

Un’ottima idea per visitare tutti i siti d’interesse turistico in Giordania è il Jordan pass, il biglietto unico a 70 dinari. Per dormire davanti all’ingresso del sito archeologico c’è lo splendido Mövempick Resort: per info sulle altre sistemazioni a Wadi Musa, c’è il sito dell’Ente del turismo Giordano.

Petra

Petra

Petra

Il deserto del Wadi Rum

Un viaggio in Giordania non potrebbe dirsi completo senza una visita al deserto del Wadi Rum, altro sito Patrimonio Unesco nel cuore della Giordania.

Un deserto mitico, che non assomiglia a nessun altro: un susseguirsi di spettacolari distese color ocra e imponenti rocce granitiche, che paiono modellate con l’argilla, con alture che arrivano a superare i 1500 metri di altezza. Il profumo della sabbia, il soffio del vento e le improvvise tempeste di sabbia contribuiscono a rendere questo paesaggio quasi lunare.

Qui si possono rivivere le atmosfere della primavera araba e di Lawrence D’Arabia, oltre a gustare gli autentici sapori beduini: una tazza di tè nel deserto, una cena intorno al falò, un ballo ai ritmi della musica araba per poi dormire sotto le stelle. Si può farlo nel Captain’s Desert Camp, il campo tendato immerso tra le rocce e le dune di sabbia e le palme, come una vera e propria oasi. E quando scende la sera e il caldo si placa, il silenzio che regna nel deserto è indimenticabile.

Il modo più emozionante e adrenalinico per esplorare le sue dune del deserto è a bordo di una Jeep: al Centro visitatori si possono noleggiare le 4×4, con tanto di guida e autista, e guidare per ore alla scoperta del Wadi Rum. In alternativa, potete affittare un cammello e una guida esperta, e organizzare un’escursione dalla durata a vostra scelta.

Nel deserto c’è anche una vecchia linea ferroviaria, utilizzata per il trasporto merci e un tempo anche per gli spostamenti: oggi potrete salire su uno dei vagoni durante le ricostruzioni storiche organizzate dall’associazione Jordan Heritage Revival. Si può anche sorvolare il deserto in mongolfiera e in deltaplano. Per maggiori informazioni cliccate qui. Fate buon viaggio!

Wadi Rum, desert

Wadi rum, desert

Nota: Viaggiare sicuri in Giordania

Forte di un grande spirito di accoglienza e inclusione, valori storici della mentalità beduina, la Giordania da sempre accoglie profughi dai paesi confinanti – come Iraq e Iraq – e mantiene una posizione neutrale senza prendere parte a nessun tipo di conflitto né condividere le posizioni radicali assunte dagli stati limitrofi. Proprio per questo, contrariamente a quanto molti potrebbero pensare, la Giordania è un paese molto sicuro per viaggiare, ed è spesso definita la Svizzera del Medio Oriente.


Questo articolo bellissimo sulla Giordania è stato scritto da Elisa Chisana Hoshi.


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