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I Portici di Bologna e le altre “città porticate” d’Italia

I Portici di Bologna vi aspettano per un interessante viaggio cittadino tra scorci e botteghe. Partite alla scoperta dei suoi 62 chilometri di portici candidati a Patrimonio UNESCO e, in attesa della decisione nel 2021, andate alla scoperta di ogni angolo del bellissimo capoluogo dell’Emilia-Romagna. Skyscanner vi racconta in breve la storia dei portici di Bologna attraverso un itinerario studiato, tra tappe obbligate e indirizzi da insider.

Non solo Bologna. In questo articolo vi facciamo scoprire i portici più estesi e belli delle altre “città porticate” d’Italia: da Bolzano a Cava de’ Tirreni, passando per Torino, al secondo posto tra le città più porticate della nostra Penisola.

Mentre Covid-19 sta ostacolando molti piani di viaggio, speriamo che i nostri contenuti possano continuare a fornirvi l’ispirazione per i vostri viaggi futuri, e quando tutto questo passerà sarete pronti per tornare nel mondo.

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Con i suoi 62 chilometri di portici (42 solo in centro storico), Bologna è la città più porticata d’Italia. E proprio i portici di Bologna sono stati scelti come candidatura italiana alla lista del patrimonio mondiale UNESCO per il 2020. La decisione è attesa nel 2021, intanto il ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo Dario Franceschini ha dichiarato che, con la loro bellezza, i portici di Bologna “conquisteranno il mondo”. 

Il cuore dei bolognesi, invece, l’hanno conquistato già da tempo. I portici infatti sono elemento architettonico identificativo della città e parte dell’identità collettiva dei suoi abitanti, che sotto i portici passeggiano, fanno acquisti e siedono per un caffè, riparandosi dal tempo talvolta inclemente. Ma perché proprio a Bologna e non in altre città i portici hanno avuto un tale sviluppo? Vediamo una breve storia dei portici di Bologna e in seguito un itinerario semplice e studiato per la scoperta di Bologna attraverso i suoi portici. 

Breve storia dei portici di Bologna

L’origine dei portici a Bologna va fatta risalire al Medioevo, negli anni intorno al 1100, quando Bologna si costituì Comune e nacque l’università (la prima del mondo occidentale), attirando nuovi residenti dal contado, e studenti e professori da tutta Europa. La necessità di creare nuovi spazi residenziali e commerciali portò i bolognesi a trovare una soluzione ingegnosa: creare spazio aggiuntivo a partire dal primo piano delle abitazioni estendendo gli edifici verso l’esterno. La sporgenza che si veniva a creare era sostenuta da pilastri, ed ecco che una serie di pilastri in successione creava un portico.

Se in origine questo fu un abuso edilizio, a partire dal 1288 uno statuto del Comune di Bologna stabilì che tutte le nuove case dovessero essere costruite con il portico e che quelle già esistenti dovessero dotarsene; e che il portico, seppur costruito da privati su suolo privato, dovesse rimanere di uso pubblico. Questo perché il Comune ne riconobbe l’utilità: la facilità di camminare protetti dalla pioggia o dal caldo eccessivo, l’opportunità per gli artigiani di lavorare all’esterno e di esporre i loro prodotti anziché essere confinati negli ambienti oscuri e umidi del piano terra delle abitazioni, la possibilità per gli studenti rimasti senza alloggio di trascorrere la notte al riparo dei portici. 

Itinerario alla scoperta dei portici di Bologna

A meno che non vogliate affrontare una vera maratona sotto i 42 km di portici del centro storico di Bologna, trovate qui di seguito un itinerario studiato alla scoperta di alcuni dei tratti più significativi. Questo percorso vi consentirà altresì di vedere alcuni dei monumenti e dei luoghi più importanti della città. Il nostro percorso consigliato inizia in Via Clavature, dove, presso le Case Schiavina, risalenti al XIII secolo, è possibile osservare la struttura che si sarebbe evoluta nei portici, e cioè gli sporti, sorretti da travi di legno poste in diagonale. Nelle vicinanze di Via Clavature si trova l’antico mercato cittadino, che pur non essendo sotto i portici, vale una sosta per le botteghe e negozi storici dove degustare e comprare prodotti tipici, come mortadella, pasta fresca all’uovo e Parmigiano Reggiano. 

  • Tappa: entrate al Mercato di Mezzo, primo mercato coperto della città, riqualificato in anni recenti, dove è possibile acquistare o consumare sul posto prodotti e piatti tipici. Per gli amanti della carne, da provare RoManzo, macelleria con ristorante.

Da Via Clavature dirigetevi verso Piazza Maggiore per raggiungere il famoso Portico del Pavaglione, uno dei preferiti dai Bolognesi, che amano passeggiarvi nei fine settimana e guardare le vetrine dei negozi. Prima di percorrere questo portico lungo ben 139 metri, visitate la piazza, fiancheggiata su tre lati da edifici medievali dotati di portici, e la chiesa più amata dai Bolognesi, la Basilica di San Petronio, una delle più grandi in Europa. 

  • Tappa: salite al secondo piano di Palazzo d’Accursio per una veduta d’insieme sulla piazza dalla bella Sala Farnese.

Lungo il Portico del Pavaglione, così chiamato per il “padiglione” dove si teneva il mercato dei bozzoli per la produzione della seta, si trova l’ingresso a quella che fu la prima sede unificata dell’Università di Bologna, l’Archiginnasio, costruito nel XVI° secolo. Consigliata la visita al cortile interno, adornato dai numerosissimi stemmi degli studenti che nei secoli hanno frequentato l’università, e, al primo piano, allo splendido Teatro Anatomico, in legno d’abete, dove si tenevano le lezioni di anatomia.

  • Tappa: all’angolo tra il Portico del Pavaglione e Via Farini si trova lo storico Caffè Zanarini, dove fermarsi per un dolce e un caffè; se poi è bel tempo, è molto piacevole sedersi a uno dei tavolini allestiti all’aperto su Piazza Galvani, dietro la Basilica di San Petronio. 

Proseguite poi verso sinistra sotto gli eleganti portici di Via Farini (nella vicina Piazza Cavour sono molto belli i portici con il soffitto affrescato), entrate un momento in Galleria Cavour, punto di riferimento per lo shopping di lusso dei bolognesi, per poi proseguire al punto in cui Via Farini incrocia la parte finale di Piazza Santo Stefano, una delle piazze più belle della città. Racchiusa entro portici tardo medioevali e rinascimentali, Piazza Santo Stefano merita una sosta per una visita alla Basilica di Santo Stefano o Sette Chiese, come la chiamano i bolognesi, edificio religioso antichissimo composto di quattro chiese e tre cappelle. Dalla piazza imboccate Corte Isolani, un passaggio coperto che conduce a Strada Maggiore, dove si trova un bellissimo esempio di portico medievale, quello di Casa Isolani: risalente al XIII° secolo, è supportata da colonne in pietra e in legno alte 9 metri e, posizionandosi sull’altro lato della strada, si vede molto bene come la parte superiore dell’edificio sporga in avanti e sia supportata dalle colonne. 

Da Strada Maggiore raggiungete le Due Torri, l’Asinelli e la Garisenda, simboli di Bologna. 

  • Tappa: salite i 498 gradini della Torre degli Asinelli per ammirare un bellissimo panorama sui tetti rossi di Bologna e le colline circostanti. Per lo shopping d’artigianato di qualità e souvenir vari, Artigianarte, alla base della Torre Asinelli, è una buona opzione. 

Incamminatevi sotto i vivaci portici di Via Zamboni, il cuore del quartiere universitario. Dove un tempo vi erano residenze nobiliari e religiose, oggi si trovano facoltà e uffici universitari. All’altezza di Via Marsala, girate a sinistra fino a quando si raggiungono i portici in legno di Palazzo Grassi e delle antistanti Case Boncompagni. Sono tra i pochi esempi rimasti di portici supportati da travi in legno con la tipica forma a stampella. (I portici in legno furono dichiarati illegali a partire dal 1568; non tutti ottemperarono, specialmente nelle parti più povere della città). 

  • Tappa: Marsalino, osteria amata dai bolognesi, ideale per un pranzo veloce o per un aperitivo, un must in città.

Proseguite fino agli affollati portici di Via Indipendenza, una delle strade principali del centro storico, cuore dello shopping. Nei fine settimana la strada è chiusa al traffico e i bolognesi qui amano “fare le vasche”, ovvero passeggiare su e giù per questa via completamente porticata che, da un lato conduce alla stazione, e dall’altro vi riporterà su Piazza Maggiore. 

Un itinerario dei portici di Bologna non può non includere quello che è descritto come il portico più lungo al mondo, e cioè il Portico di San Luca, che misura quasi quattro chilometri. Raggiungibile a piedi dal centro storico, inizia a Porta Saragozza, appena fuori le antiche mura, e consente di raggiungere un altro dei simboli di Bologna, la Basilica di San Luca, che svetta a quasi 300 metri d’altezza sul Colle della Guardia. Splendide le vedute sulla città durante la salita così come quelle sui colli circostanti e l’Appennino una volta raggiunta la basilica, simbolo amatissimo dai bolognesi che, quando la vedono dall’autostrada o dal treno, sanno di essere nuovamente a casa. 

  • Tappa: prima di iniziare il tratto in salita del portico di San Luca, fermatevi al Bar Billi per un caffè e per sentir parlare bolognese. Un indirizzo “vintage” per davvero, rimasto pressoché immutato dagli Anni Cinquanta. Qui potrete anche comprare il “panspeziale“, un dolce tipico bolognese preparato secondo una ricetta che risale al 1883.

Le altre città “porticate” d’Italia

Bologna non è la sola città porticata d’Italia. Di seguito una lista delle città con più chilometri di portici o con i portici più caratteristici da vedere della nostra Penisola.

Torino

Al secondo posto tra le città più porticate d’Italia c’è Torino che vanta ben 18 chilometri di portici, di cui 12 continui. Come a Bologna, anche a Torino i primi portici furono costruiti nel Medioevo. Quelli monumentali che danno alla città il suo aspetto elegante risalgono al 1600, realizzati soprattutto per la nobiltà che così poteva passeggiare protetta da pioggia o caldo eccessivo. Persino i Savoia vollero la costruzione di portici: Vittorio Emanuele I ordinò la costruzione del tratto di due chilometri che collega Palazzo Reale a Piazza Vittorio, in modo da poter raggiungere agevolmente, insieme alla famiglia reale, la Chiesa della Gran Madre. I portici accolgono chi arriva a Torino in treno poiché le due stazioni di Porta Nuova e Porta Susa sono collegate attraverso un percorso porticato. Oggi, i portici di Torino sono anche l’ambientazione per una serie di eventi annuali, tra cui i Portici di Carta, sorta di libreria all’aperto, allestita sotto i portici di Via Roma, Piazza San Carlo, Piazza Carlo Felice.

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Padova

Con riferimento all’estensione dei portici di Padova, diverse guide riportano la cifra di 12 chilometri, ma altre fonti parlano addirittura di 25! Quale sia la reale estensione, Padova può certamente essere considerata una delle città più porticate d’Italia, e con caratteristiche assolutamente uniche. Per esempio, solo a Padova si trovano i cosiddetti “spioncini zenitali“, cioè dei fori nel pavimento del primo piano posizionati sulla verticale dei portoni che consentivano di vedere chi bussava: ce ne sono circa 170 disseminati per i portici della città. Inoltre, molti dei portici di Padova contengono affreschi, fregi e iscrizioni, spesso a tema religioso, realizzati dagli abitanti come forma di devozione privata. Il portico forse più famoso di Padova è quello del Palazzo della Ragione, l’edificio che separa le due grandi piazze delle Erbe e della Frutta, antiche sedi di mercati. Fu fra’ Giovanni degli Eremitani a far aggiungere all’inizio del 1300 il porticato, le cui grandi arcate sono alte ben otto metri.

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Cuneo

Anche a Cuneo i portici sono nati per esigenze di protezione dal clima. Quando la popolazione della città, racchiusa entro fortificazioni, iniziò a crescere, si decise di costruire su entrambi i lati della via principale, oggi Via Roma, dei portici in muratura, e sopra di essi nuovi alloggi. Questi portici sono stati recentemente oggetto di un intervento di riqualificazione volto a riportare l’intero tratto porticato alle origini, attraverso il recupero dei caratteri architettonici e l’applicazione di colori unitari. Via Roma e Corso Nizza sono le arterie principali della città, affiancate da otto chilometri di portici. Da non perdere anche i portici di Contrada Mondovì, con i loro negozi che vendono oggetti di antiquariato. 

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Bolzano

Via dei Portici a Bolzano è la via più antica della città, oggi come in passato centro delle attività commerciali. Il nucleo urbano di Bolzano sorse nel tardo XII° secolo proprio a partire da questa via, lunga circa 300 metri, che fu orientata in direzione est-ovest a protezione dei venti gelidi che spiravano da nord. Le case furono costruite con portico in modo che i commercianti potessero esporre la loro merce al riparo dalle intemperie. Quelle che si ammirano oggi, ancora addossate le une alle altre, risalgono ai secoli XVII° e XVIII° pur conservando l’originaria struttura medievale. Da ammirare i bei colori pastello delle case, le decorazioni a stucco, e i famosi erker, finestre sporgenti che rappresentano una tipica forma architettonica medievale. I portici di Bolzano sono raggiungibili da Piazza delle Erbe, che ospita un mercato di frutta e verdura (dal 1200) durante la settimana, oppure da Piazza Walther, cuore del centro storico, attraverso Piazza del Grano e Vicolo della Pesa.

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Genova

A Genova, la Via di Sottoripa è considerata la strada pedonale porticata con i più antichi portici pubblici d’Italia. Si trovano nell’area del porto antico, chiamata Ripa, nel centro storico medievale della città, e furono edificati tra il 1125 e il 1133, quando il mare arrivava a lambire le fondazioni delle case. L’area porticata nacque per favorire i commerci; comprendeva i fondaci, magazzini nascosti dalle volte dei portici, dove si riponevano le merci appena sbarcate o in procinto di partire, e gli scagni, cioè uffici. Oggi i portici di Sottoripa, cantati anche da De André, ospitano tradizionali pescherie e friggitorie, e moderni take-away gestiti da comunità di immigrati. Da Sottoripa si diramano numerosi caruggi, i caratteristici e pittoreschi vicoli del centro storico genovese. 

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Cava de’ Tirreni

In provincia di Salerno, circondata dai monti ma vicina anche al mare, Cava de’ Tirreni si sviluppò in seguito alla fondazione di un’abbazia ad opera di un gruppo di monaci benedettini, che nel tempo attirarono intorno a sé una comunità che diede vita al borgo. I portici si trovano nella parte della città conosciuta come Borgo Scacciaventi, dal nome di una delle famiglie che vi abitò per prima. Sorsero nel Medioevo insieme alle prime botteghe, anche in questo caso per poter proteggere le merci dalle intemperie. Ancora oggi ospitano negozi e locali. I portici si snodano su entrambi i lati della strada del borgo per più di 500 metri e i pilastri che li sorreggono variano  a seconda dell’epoca in cui furono costruiti, più bassi in epoca medievale, più alti nel XIX° secolo. Da non perdere dunque, prima di un tuffo nel mare, una passeggiata sotto questi portici, un unicum nel Sud Italia. 

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