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Trekking a dorso d’asino: l’Aquila e i monti abruzzesi

Dopo il terribile terremoto del 6 aprile 2009, visitare L'Aquila è davvero difficile

Dopo il terribile terremoto del 6 aprile 2009, visitare L’Aquila è davvero difficile, resta ancora una città da recuperare e da rimettere in piedi. Questo non significa però che non si possano visitare gli splendidi luoghi che la circondano, in alcuni casi anche in modo ‘alternativo’.

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A pochi minuti dal centro è possibile percorrere sentieri immersi nella natura, perfettamente integrati con i paesi risalenti all’epoca medievale che si trovano lungo i diversi percorsi.

Tra i migliori trekking a piedi c’è il percorso che porta al Monte Velino, alto ben 2489 m. L’itinerario passa attraverso il Parco Naturale Regionale Silente Velino e la Riserva Orientata della Forestale. Dopo essere passati per due valli di origine glaciale, si arriva al cuore della montagna.

Tutto tra le rocce ed i ghiaioni, ma non solo, è infatti possibile visitare il sito archeologico di Alba Fucens, antica città in principio equa e successivamente romana, la piccola chiesa romanica di Santa Maria in Valle Porclaneta. Inoltre è facile incrociare i greggi di pecore con i loro pastori.

In questi luoghi c’è anche chi propone dei veri e propri trekking a dorso d’asino come ad esempio l’agriturismo Casale Le Crete. Tra gli itinerari proposti ce n’è uno che si addentra nel cuore dell’Abruzzo, da Introdacqua a Tagliacozzo, lungo le antiche vie di collegamento tra la valle di Sulmona e la Marsica, la Via Valeria. Un sentiero che incontra agriturismi, malghe, rifugi e l’oasi del WWF delle Gole del Sagittario

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