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Viaggio in Indonesia: le informazioni per conoscere il paese

Informazioni, documenti, curiosità e consigli: tutto quello che c'è da sapere per partire alla scoperta dell'Indonesia!

INDONESIA: INFORMAZIONI GENERALI

Siamo in mezzo a due oceani, l’Indiano e il Pacifico; siamo proprio sulla linea dell’equatore e siamo nel più grande stato insulare del mondo: questa è l’Indonesia, in cui la natura è signora indiscussa, con i suoi paesaggi incontaminati che tolgono il fiato, e in cui la gente, appartenente a centinaia di etnie diverse, ha il sorriso nel cuore e sulla bocca, nonostante le avversità di un territorio non facile.

Photo credit @ Ethan Daniels

L’arcipelago dell’Indonesia si estende per 5000 chilometri fra l’Australia e la penisola della Malacca; le maggiori isole sono concentrate nell’arcipelago delle Grandi Isole della Sonda e sono Giava, Sumatra, Celebes e il Borneo; le minori, più turistiche, si trovano nelle Piccole Isole della Sonda e sono Bali, Lombok, Timor, Komodo, Flores e Rinca. Famose per la ricca produzione di spezie, a est, le Molucche sono un migliaio di isole bagnate dal Pacifico: andateci, ridarete vita alle vostre papille gustative. Se invece volete fare immersioni, l’Indonesia è il paradiso dei sub: noi vi consigliamo Raja Ampat, un arcipelago di oltre 1.500 piccole isole, baie e bassi fondali che ospitano migliaia di specie diverse di pesci, coralli e molluschi, oppure le isole Wakatobi, un Parco Nazionale Marino con la più grande barriera corallina in Indonesia, seconda solo alla Grande Barriera Corallina in Australia. Se invece cercate l’avventura e la natura, quella florida e tropicale, fate tappa a Nusa Lembongan, lussureggiante nella sua giungla rigogliosa alternata a spiagge bianche contornate da mangrovie, meta prediletta degli amanti del surf. Non perdetevi poi la serie di vulcani, che siano attivi o spenti, numerosissimi e sparsi tra le mille isolette: in particolare esplorate l’isola di Lombok, dal bellissimo nome che significa "sincero”, che è dominata dallo spettacolare vulcano del Mount Rinjani e che è ricca di interessanti complessi archeologici, come i templi di Pura Meru e Narmada, antica residenza principesca sull’acqua. Siti archeologici importanti si situano anche nei dintorni di Yogyakarta, sull’isola di Giava: il colossale tempio buddhista di Borobodur e quello induista di Prambanan, entrambi Patrimonio dell’umanità UNESCO.

Se cercate un angolo di mondo fuori dal tempo, in cui l’unico mezzo di trasporto sono i cavalli e le biciclette, le isole Gili sono quello che fa per voi. E poi, chiaramente, Bali, l’Isola degli Dei, coi suoi templi in riva al mare, i laghi baciati dal sole, le risaie a terrazza, le tradizionali danze balinesi e le lunghissime spiagge, senza dubbio la meta più conosciuta e frequentata. La fauna e la flora sono molto diversificate, grazie alla varietà dell’ambiente naturale: non fatevi mancare un selfie con gli elefanti, ammirate tigri, tartarughe marine e orangotango e gli enormi varani, chiamati "draghi di Komodo”, che vivono nell’area protetta dell’isola di Komodo, appunto. Per finire, stupitevi di fronte a una natura in pieno rigoglio: qui potrete vedere, per esempio, l’enorme rafflesia, che ha origine proprio a Sumatra ed è uno dei fiori più grandi del pianeta.

L’Indonesia è diventata una Repubblica ufficialmente nel 1945, ma di fatto l’indipendenza dalle truppe olandesi arrivò solo nel 1949 e inizialmente il Paese adottò una politica orientata al non allineamento in politica estera e basata su un’economia dirigista. Dopo il colpo di stato del 1965 uscì di scena il partito comunista fino a quando, nel 1999, iniziò il processo di transizione alla forma democratica, completato nel 2004 con l’elezione di S.B. Yudhoyono, che è ancora oggi il capo del governo.

La popolazione è composta da circa 300 etnie, suddivise in due macrogruppi: protomalesi e deuteromalesi. Viene da sé immaginare la grandissima ricchezza di tradizioni, usi e costumi presenti sul vasto territorio indonesiano.

Natura, cultura, colori, sapori, storia: una terra, questa, che sa conquistare facilmente l’anima dei viaggiatori e che, non a caso, è spesso meta d’elezione per coloro che vogliono avvicinarsi a un mondo affascinante forse proprio perché molto diverso o che cercano un viaggio introspettivo, magari in solitudine. Perdetevi dunque tra antichi siti archeologici, risaie verdissime, piantagioni da caffè, foreste rigogliose, lunghe spiagge e piccole baie deserte. Perdetevi per ritrovarvi.

DEMOGRAFIA E ORDINAMENTO DELLO STATO:

• Nome completo del paese: Republik Indonesia (RI)

• Superficie: 1860360 kmq

• Popolazione: 238.452.952 abitanti

• Capitale: Jakarta

• Lingua: Bahasa Indonesia (uff.), Giavanese, l’inglese è diffuso nelle aree turistiche

• Religione: musulmana, cattolica, induista, buddista

• Forma di governo: Repubblica presidenziale

• Presidente: Susilo Bambang Yudhoyono

Photo credit @ wattana

FUSO ORARIO: ** **

+ 5 ore per Sumatra e Giava, + 6 ore per Bali e + 7 ore per l’Indonesia orientale nel periodo in cui in Italia vige l’ora legale; nel periodo in cui vige l’ora solare in Italia si deve aggiungere un’ora in più.

CORRENTE ELETTRICA:

Il voltaggio è di 220V – 50 Hz. Alcune prese necessitano di adattatori che, generalmente, sono disponibili negli hotel. Se alloggiate in un ostello non rischiate, portatelo con voi dall’Italia, anche se sempre più spesso è facile reperirli anche negli ostelli.

PER TELEFONARE:

Per telefonare dall’Indonesia consigliamo di comprare una scheda SIM del posto. Per chiamare l’Italia digitare 0039, quindi il prefisso urbano con lo 0 ed il numero telefonico dell’utente. Per i cellulari dopo il prefisso nazionale digitare direttamente il numero di telefono. Per chiamare l’Indonesia dall’Italia il numero da comporre è 0062 (codice locale 21 per Jakarta).

VISTI E DOCUMENTI:

Il passaporto è necessario, con validità residua di almeno 6 mesi alla data di ingresso in Indonesia. Per quanto riguarda il visto d’ingresso in Indonesia, memorizzate alcune informazioni utili: dal 1º febbraio 2004 nella Repubblica d’Indonesia sono entrate in vigore nuove disposizioni, che regolano il rilascio dei visti.

È possibile ottenerlo in due diverse modalità:

1) RILASCIO DEL VISTO ALL’ARRIVO IN AEROPORTO (e solo per motivi di turismo), valido per 30 giorni al costo di circa 25 $, che può essere esteso per ulteriori 30 giorni ma non potrà essere convertito in un permesso di soggiorno limitato. L’estensione del visto può essere richiesta presso ogni sezione dell’Ufficio Immigrazione indonesiano al costo di 20 $. Non è possibile ottenere il rilascio del visto direttamente per 60 giorni. Se già sapete che resterete più a lungo, munitevi preventivamente del visto presso le Rappresentanze diplomatiche o consolari indonesiane all’estero e portate con voi il biglietto aereo di andata e ritorno, di norma viene chiesto di esibirlo.

2) RICHIESTA DEL VISTO PRIMA DELLA PARTENZA presso l’Ambasciata di Indonesia a Roma. La richiesta presso l’Ambasciata quindi è facoltativa in caso di turismo, ma obbligatoria per tutte le altre tipologie di visto, come ad esempio il visto per affari. In particolare, ai giornalisti deve essere rilasciato un apposito visto d’ingresso. E ancora, per le visite in alcuni regioni, come ad esempio Papua o Aceh, oltre al visto occorre anche richiedere informazioni aggiornate per ottenere speciali autorizzazioni. Fate molta attenzione, perché il soggiorno più lungo di quello concesso dal visto oppure lo svolgimento di attività diverse da quelle per le quali il visto è stato rilasciato è punito con salatissime multe e in alcuni casi anche con la detenzione.

Vi consigliamo di dotarvi sempre di fotocopia del passaporto e di fotografie formato tessera, custoditi in un luogo diverso da quello dove sono conservati i documenti originali. Questo può facilitare e velocizzare le procedure in caso di smarrimento del documento. Per il visto e tutti i documenti necessari per viaggiare in Asia, vi rimandiamo qui.

VALUTA: La moneta locale è la Rupia indonesiana (1 Euro corrisponde a 15.534,687 IDR)

NUMERI UTILI :


PER COLORO CHE SI TROVANO IN UNA QUALSIASI SITUAZIONE DI EMERGENZA SUL LUOGO:

Polizia

Comando e Centro Controllo Operativo

Tel.: 62 (0)21 523 4005; Fax 62 (0)21 570 7998; 0811-8 59345

Vigili del fuoco

Tel.: 113; 62 (0)21 634 1308 / 634 0484

Comando Centrale 62 (0)21 634 476 6/ 634 0580

Servizio ambulanza

Tel.: 118; 62 (0)21 6530 3118 Fax: 62 (0)21 64715652

Ambasciata d’Italia a JAKARTA

Jalan Diponegoro no. 45,

Menteng

Jakarta 10310, Indonesia

Tel.: (+62 21) 319.374.45

Fax: (+62 21) 319.374.22

Ufficio Consolare: Tel./Fax (+62 21) 319.234.90

Cellulare di servizio:

0815 181.13.44 (per chi chiama dall’Italia 0062 815.181.13.44)

E-mail: ambasciata.jakarta@esteri.it

INDIRIZZI UTILI IN ITALIA:

Ambasciata d’Indonesia

Via Campania 53-55

00187 Roma tel: 06 420 0911

CONSIGLI PER LA SALUTE:

Non vi sono obblighi per quanto riguarda le vaccinazioni, tuttavia è consigliabile, per chi non vuole rischiare o è più cagionevole di salute, pensare a un vaccino contro la rabbia, il tetano e l’epatite virale A e B. Inoltre, adottate sempre e comunque alcune semplici precauzioni, che sono legate al buon senso ma che sono fondamentali e valide per qualsiasi altro viaggio, specie nei Paesi del Sud-Est asiatico: consumate bibite in bottiglia ed evitate il ghiaccio; non mangiate verdure crude; mettete in valigia un disinfettante intestinale, antidiarroici, antinfluenzali, collirio, cerotti e repellente contro gli insetti. Prevenire è meglio che curare, no?

Le strutture sanitarie in Indonesia non sono paragonabili a quelle occidentali, gli standard sono di livello più basso. Tendenzialmente, però, sono reperibili tutti i principali medicinali, sia pure a prezzi piuttosto elevati. Per eventuali emergenze o problemi più gravi è auspicabile recarsi presso le strutture sanitarie di Singapore, ben collegata all’Indonesia, che sono nettamente superiori.

GEOGRAFIA:

L’arcipelago indonesiano presenta una morfologia molto complessa, con le sue circa 13.000 isole che si estendono fra Oceano Indiano e Oceano Pacifico, soprattutto in senso longitudinale, su un’area di quasi 8 milioni di chilometri quadrati. Caratterizzata da una natura tropico-equatoriale davvero molto suggestiva, l’Indonesia alterna foreste rigogliose a spiagge bianchissime con acque paradisiache, laghi e montagne a verdi risaie e una dorsale formata da una serie di vulcani, lungo la costa occidentale di Sumatra principalmente (ma non solo), a boschi e foreste di mangrovie. Il fenomeno del vulcanismo caratterizza fortemente il paesaggio e rende l’Indonesia un Paese ad alto rischio sismico, oltre che a rischio di eruzioni, in particolare per la recente ripresa dell’attività del vulcano Merapi nei pressi di Yogyakarta, del Papandayan e del Krakatau a Giava. Un sistema di catene montuose con cime molto elevate si estende in particolare da Sumatra a Timor: i monti più alti sono il Kerinci a Sumatra e il Rinjani a Lombok, mentre il Puncak Jaya è il monte indonesiano più alto, con i 4.884 m d’altezza, e si trova nella catena del Pegunungan Sudirman, nell’Irian Jaya. Trovandosi a cavallo dell’Equatore, l’Indonesia ha sviluppato nei secoli una buona rete idrografica, con corsi d’acqua che hanno anche la funzione di vie di comunicazione: i fiumi più importanti si trovano in particolare nel Borneo, dove scorrono il Kapuas, il Mahakam e il Barito, i più lunghi dell’Indonesia. A livello geografico si possono identificare cinque isole maggiori: Sumatra, Giava, Borneo, Celebes/Sulawesi e Nuova Guinea.

CLIMA:

Il clima, complessivamente di tipo equatoriale, è caratterizzato da temperature costanti e piuttosto uniformi durante l’arco dell’anno, quindi caldo e umido durante la stagione delle piogge (che va da ottobre ad aprile), caldo e secco da maggio a settembre, con temperature che si aggirano intorno ai 30° di media. Il periodo migliore per visitare l’Indonesia è la stagione secca: evitate, se possibile, di viaggiare durante la stagione delle piogge poiché le incessanti precipitazioni vi potrebbero impedire diverse attività. Le strade, inoltre, nelle zone meno sviluppate, diventano subito fangose e percorrerle è problematico. Scegliete il meglio, quindi: la giusta stagione, una buona compagnia e magari un’auto da noleggiare; non avrete bisogno di molto altro per vivere appieno questi posti incredibili!

FESTE e TRADIZIONI:

Immaginate, in questo pullulare di etnie e di popolazioni, la miriade di tradizioni presenti in questi territori, dalle feste religiose alle celebrazioni legate ai cicli stagionali. Ve ne raccontiamo qualcuna, le più importanti e le più originali: le altre scopritele voi stessi sul luogo! Cominciamo dalla festa più amata dai bambini, l’Aid al-Fitr, che conclude il periodo del Ramadan, durante la quale i più piccoli possono mangiare dolci a volontà e proseguiamo passando per Nias, nota per la “stone jumping”, un rituale di passaggio molto noto con cui i ragazzi diventano adulti: vestiti da guerrieri, si dichiarano pronti a combattere e ad assumersi le responsabilità da uomini. Sempre qui a Nias sono famosissime le danze di guerra che vengono eseguite anche appositamente per i turisti. Ad ogni modo, sono sicuramente più note le danze balinesi in costume tipico: se potete non perdetele, vale veramente la pena. La più famosa è il Barong, una danza tradizionale in cui si rappresenta la lotta tra Barong, appunto, che è un mostruoso dio-animale simbolo del Bene e della Fertilità, e Rangda, una strega simbolo del Male. È interessante notare come la lotta termina senza alcun vincitore, poiché la popolazione considera fondamentali sia il Bene che il Male nell’esistenza umana. Bali è una terra ricca di tradizioni: durante la festa di Galungan, ad esempio, si racconta che gli dei scendano sulla terra e si uniscano ai festeggiamenti insieme agli uomini. Qui in Indonesia la vita è segnata e scandita da tradizioni trasmesse da padre in figlio attraverso i millenni, quindi alcune celebrazioni sono davvero antichissime, specie quelle che ruotano intorno alla morte: le cerimonie funebri ad esempio sono tra le più scenografiche al mondo, in particolare quelle dei Toraja una tribù famosa per la grandiosità dei riti funebri: la salma di un bambino toraja, ad esempio, viene seppellita negli alberi, con l’augurio che il prossimo figlio della stessa famiglia del deceduto potrà crescere forte e solido, proprio come un albero e ogni funerale richiede preparativi lunghissimi e un dispendio di soldi notevole, tanto da mandare molto spesso le famiglie sul lastrico, poiché si va dall’organizzazione dei sacrifici di animali, combattimenti tra bufali e danze rituali fino alla costruzione di case provvisorie per ospitare i partecipanti alle relative celebrazioni. Spostiamoci a Giava: qui a giugno c’è il Festival del Borobudur che dura dieci giorni e culmina con il teatro delle ombre, anche questo molto interessante da vedere. Se invece capitate a Sumatra a luglio, sul Lago Toba, cercate di assistere alle feste con gare di cavalli e di barche e alle ricchissime esposizioni di artigianato locale. Belle da vedere anche le feste del Lebaran e del Capodanno Indù. Gli appassionati di musica, invece, resteranno affascinati dagli spettacoli con le wayang, marionette giavanesi, a ritmo di gamelan, una musica tradizionale di strumenti a percussione. Insomma ce n’è per tutti i gusti e per tutti i periodi, dovete solo prenotare il vostro biglietto!

Photo credit @ Chokniti Khongchum

RELIGIONE:

La religione più diffusa è quella musulmana (88%), che ha sostituito in gran parte l’induismo, che comunque è tutt’ora praticato da una parte della popolazione e in particolare a Bali. Sono presenti anche cristiani e popolazioni di origine tribale che praticano antichi riti animisti.

Per visitare i luoghi sacri bisogna tenere un comportamento rispettoso: ad esempio, per visitare le moschee è necessario togliere le scarpe e indossare un velo e un abito apposito, forniti generalmente all’ingresso. Per visitare i templi bisogna essere a piedi nudi..

CURIOSITÀ:

Essere informati è il primo passo per la buona riuscita di un viaggio. Sappiate dunque, ad esempio, che in Indonesia è proibito fotografare aeroporti, automezzi militari o edifici governativi. Se volete fotografare la popolazione locale è opportuno chiedere il permesso: ricordate che siete voi a dover rispettare le regole del Paese ospitante, anche se potreste recepirle come stranezze. Dalla società, spostiamoci alla natura: sapevate che il cratere del vulcano Ijen, a Giava, contiene una miniera di zolfo fuso, che assomiglia a un lago? E che, immaginerete, non emana un buon odore. Da qui, i minatori estraggono fino a 90 chili di zolfo ogni giorno.

GASTRONOMIA:

Pancia mia fatti capanna, dice il detto. Bene, fatelo vostro più che mai, perché l’Indonesia offre piatti della tradizione davvero gustosi e prelibati, che non potrete mancare di assaggiare.

La cucina indonesiana può essere suddivisa in quattro categorie principali: sundanese, giavanese centrale, giavanese orientale e madurese. Le varianti ci sono e sono molte, ma di base la gastronomia presenta piatti realizzati con riso, carne, pesce, frutta, verdura, è una cucina speziata e in alcuni casi ha forti influenze cinesi.

Il piatto nazionale è il nasi goreng, riso bollito fritto in padella con verdure, carne di manzo o di pollo, pesce, gamberetti e uova. Con gli stessi ingredienti si prepara anche il mi goreng, ma con i noodles al posto del riso.

A Giava è probabile che riusciate ad assaggiare il pollo fritto, bollito con spezie e crema di cocco, seguito dal gudeg, ovvero frutti dell’albero del pane bolliti anch’essi in una crema di cocco e spezie, tutto servito con pelle di bufalo bollita in salsa di peperoncino, pezzi di pollo, sugo di carne e uova.

Altrettanto famoso è il soto, un brodo preparato con carne e verdura molto piccante che è presentato in numerose varianti in base alla zona, oppure il bakmi goreng, una pasta cinese con granchi e uova, o ancora il satay, originario di Java e Sumatra: deliziosi piedini di pollo, capra, agnello, manzo, maiale o pesce, cotti alla griglia e serviti con salsa speziata di noci.

Molto diffusi sono i cibi di strada: lungo le vie affollate delle grandi città si trovano numerosi mercati che offrono un’enorme varietà di pietanze etniche, dal tofu fritto al gudeg fino al bakso (che sono polpettine accompagnate da una zuppa con spaghetti, tofu, uova e carne fritta).

Ci sono poi una grande varietà di frutti tropicali come la cirimoia, il durion, la guava, il jackfruit, il mango, la papaya, la carambola e il rambutan. E per finire, alcuni piatti..come dire..più insoliti: nella zona di Manado, ad esempio, prediligono la carne di cane cotta con spezie e peperoni, oppure quella di pipistrello e topo selvatico. Il viaggio vero passa anche dal cibo, voi avreste il coraggio di assaggiare?

Photo credit @ wattana

ARTIGIANATO LOCALE:

L’Indonesia è la patria dei tessuti batik, bellissimi e pregiati, realizzati con una tecnica particolare per la colorazione, il batik, appunto, diffusa in particolare nel centro di Yogyakarta a Giava. Il termine deriva dalle parole indonesiane amba (scrivere) e titik (punto, goccia) e si realizza applicando la cera, o altri materiali impermeabili, ai tessuti per poi tingerli con disegni vivaci e simboli della tradizione indonesiana.

Altrettanto famose le stoffe ikat di Flores.

Impossibile non resistere all’acquisto. Per voi, o per un apprezzatissimo souvenir.

L’artigianato locale passa poi per il rattan, una fibra vegetale che, opportunamente lavorata e intrecciata a mano, viene trasformata in tantissimi oggetti di uso comune. Lombok e Timor sono particolarmente famose per l’arte manifatturiera in questo campo: ceste, sedie e cappelli in rattan invadono le strade dei mercatini e le botteghe artigiane. Un altro importante capitolo nell’artigianato indonesiano lo scrive il legno intagliato: l’oggettistica è molto varia, ma il primato lo hanno guadagnato senza dubbio le riconoscibili maschere in legno, che sono usate comunemente durante danze e spettacoli o, per alcuni popoli, durante i funerali, con la funzione di scacciare gli spiriti maligni. Una profonda simbologia è legata al mondo delle maschere, per questo se ne trovano davvero di ogni tipo. La maschera del Barong ad esempio è molto diffusa (ricordate la danza balinese?) è rappresenta un drago presente in molte manifestazioni e culture dell’area estremo-orientale.

Molto note, infine, le ceramiche balinesi e i kris, spade o coltelli tradizionali decorati con gioielli.

PAROLE UTILI IN VIAGGIO:

L’indonesiano si pronuncia così come si scrive, quindi munitevi di un dizionario tascabile da portare sempre con voi, così da cavarvela facilmente in tutte le situazioni. Le parole o le frasi di uso più comune potreste anche memorizzarle direttamente, così da fare meno fatica una volta sul posto. Noi ve ne suggeriamo alcune, assolutamente di base ma che ci sembrano le più belle, a partire da Terima kasih, che vuol dire _Grazie, oppure Maaf , che sta per Scusa_!

Se dovete chiedere permesso per districarvi nelle strade affollate dei mercati basta un semplice Permisi, e se stringete amicizia con qualche abitante della zona chiedetegli come va (Apa kabar?), lo stupirete!

CITTÀ MAGGIORI:

BALI

Bali è un paradiso terrestre. E non a caso è una delle destinazioni più gettonate dai turisti di tutto il mondo. Potrebbe bastarvi già solo questo a farvi venir voglia di mollare tutto e partire.

Ma noi vogliamo aggiungere che Bali è una danza ipnotica, è un mare trasparente ed è un crogiolo di tradizioni e culture misteriose e affascinanti. Unica provincia del Paese a maggioranza induista, questo è un posto che sa catturare il viaggiatore non solo per la bellezza mozzafiato dei suoi paesaggi, ma anche, e forse soprattutto, per la cordialità della gente, amichevole e aperta al confronto. Fate un salto a Ubud, considerata il centro culturale di Bali, passate per Denpasar, il capoluogo, e poi, per respirare un’atmosfera di altri tempi, correte a Nusa Lembongan, dove si coltivano le alghe marine.

Da non perdere: il suggestivo tempio di Uluwatu dedicato agli dei del mare, proprio a picco sull’oceano.

JAKARTA

Situata nella parte nord-occidentale di Giava, Jakarta ha origini antiche e sorge lungo la foce del fiume Baru: per questa posizione fu un importante porto commerciale e oggi, come ogni città in via di sviluppo, presenta qualche problema di vivibilità e di sovraffollamento urbano, che dimenticherete non appena vi immergete nei colori del variopinto Pasar Ikan, il mercato del pesce, proprio sul porto, oppure nelle case d’epoca e nelle belle viuzze di Batavia, la città vecchia. Tradizionalmente suddivisa in quartiere arabo, cinese, malese e olandese, Jakarta è una città vivace che ha saputo coniugare alla perfezione l’antico col moderno.

Da non perdere: il Museo Nazionale di Jakarta, proprio in centro città, in cui potrete avvicinarvi da vicino al fascino della cultura indonesiana.

L’Indonesia vi saprà stregare con la sua malìa: siete già sotto incantesimo?

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