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Quando si potrà viaggiare di nuovo?

Quando si potrà viaggiare di nuovo in Europa o nel resto del mondo? Bisogna fare la quarantena o il tampone se si torna da una viaggio all'estero? Qui trovate le risposte alle domande più comuni che i viaggiatori si stanno ponendo rispetto al viaggio in questo particolare momento.

Quando si potrà viaggiare di nuovo in tutta libertà? Rispondere a questa domanda risulta davvero difficile. Eppure dopo tanti mesi di incertezza e quarantena, a giugno abbiamo visto riaprire lentamente i confini dell’Italia e dell’Europa e abbiamo potuto finalmente ricominciare a viaggiare, seppur in maniera differente rispetto all’epoca pre-Covid. All’inizio è stata la volta dei confini regionali, poi a seguire di quelli europei e durante l’estate anche di alcuni Paesi extra-Europei. La situazione però è in continua evoluzione e districarsi tra i decreti e le normative non è sempre facile, quindi in questo articolo abbiamo cercato di raccogliere le risposte ad alcune domande comuni che i viaggiatori si stanno ponendo rispetto al viaggio in questo particolare momento. 

Per restare sempre informati sulle restrizioni di viaggio inerenti la pandemia da Coronavirus vi consigliamo di monitorare il sito dell’Unità di Crisi della Farnesina Viaggiare Sicuri, il sito International Air Travel Association (IATA), il nostro articolo Coronavirus: consigli di viaggio, che viene continuamente rivisto dalla nostra redazione, e la nostra mappa globale aggiornata in tempo reale su quali parti del mondo potete raggiungere adesso.

Questa pagina è stata aggiornata l’ultima volta il 23 ottobre 2020. Per quanto ci risulta, le informazioni di questa pagina erano corrette al tempo della pubblicazione. 

Sappiamo che viaggiare è difficile in questo momento. Insieme agli aggiornamenti sulle restrizioni dovute alla diffusione del Covid-19, vogliamo continuare a ispirarvi con nuovi contenuti di viaggio in modo che quando il mondo riaprirà le sue porte, sarete pronti.

Scopri di più: COVID-19 (Coronavirus) domande e risposte di viaggio

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Abbiamo visto che è sicuro viaggiare in Italia: le nostre regioni non aspettano altro di essere visitate (i contagi fluttuano eppure la situazione è sotto controllo), ma al di fuori dei nostri confini come sono le condizioni? Di seguito trovate le risposte alle domande più comuni che i viaggiatori si stanno ponendo rispetto al viaggio in questo particolare momento.

Quando si potrà viaggiare di nuovo in Europa?

Di fatto è già possibile dal 15 giugno 2020, data in cui i Paesi europei hanno riaperto i confini interni e ripristinato la libera circolazione nell’area Schengen. La gestione delle frontiere è però di competenza di ciascun Paese per cui, nonostante le raccomandazioni del Consiglio UE, diversi Paesi hanno deciso in autonomia a chi riaprire e a chi no e l’Italia è tra questi. Con diverse ordinanze, a partire dal 9 luglio 2020, il Ministero della Salute ha vietato l’ingresso e il transito nel Paese per chi, nei 14 giorni precedenti, abbia soggiornato o sia transitato in Montenegro, Serbia, Kosovo; per quanto riguarda la Romania sono consentiti gli spostamenti per qualsiasi ragione ma, al rientro in Italia, vige l’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria. Il Ministro della Salute ha inoltre imposto un “test molecolare o antigenico, da effettuarsi con tampone” (risultato negativo) per chi arriva in Italia dopo aver transitato o soggiornato in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Repubblica Ceca e Spagna (come da Ordinanza del Ministro della Salute, al momento in vigore fino al 13 novembre 2020).

Riassumendo, ad oggi (23 ottobre 2020) i cittadini italiani possono spostarsi liberamente in Europa per turismo tranne che nei seguenti Paesi:

  • Montenegro
  • Serbia
  • Kosovo
  • In Romania invece sono consentiti gli spostamenti ma, al rientro in Italia, vige l’obbligo di isolamento fiduciario (quarantena per 14 giorni) e sorveglianza sanitaria.

Alcuni dei Paesi più gettonati dagli italiani stanno mettendo in atto misure drastiche e restrittive per contenere una nuova ondata di contagi, tra questi:

Francia> dal 17 ottobre 2020 è in vigore il coprifuoco dalle 21.00 alle 6.00 nelle zone d’allerta massima (nelle zone di allerta massima rientrano le città di Parigi con la Regione dell’Ile-De-France, Lione, Lilla, Grenoble, Tolosa, Montpellier, Saint-Etienne Marsiglia, Aix-Marseille e Rouen, per un totale di 38 Dipartimenti francesi e 54 Dipartimenti metropolitani che vi consigliamo di controllare a questo link). Il coprifuoco rimarrà in vigore per 6 settimane.

Germania> controlli sanitari obbligatori per tutti coloro che abbiano soggiornato nei 14 giorni precedenti l’ingresso nel Paese in zone a rischio (obbligo di presentare un tampone effettuato non oltre 48 ore prima dell’entrata nel Paese oppure di sottoporsi ad un test al momento dell’ingresso). Dal 17 ottobre 2020 rientrano nella suddetta lista le regioni italiane di Campania e Liguria; dal 24 ottobre 2020 vi rientreranno anche Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Provincia autonoma di Bolzano, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo e Sardegna.

Regno Unito> per i viaggiatori in arrivo da Paesi ad alto rischio di contagio, il governo britannico ha introdotto l’obbligo di isolamento fiduciario di 14 giorni. L’Italia, a partire dalle 04:00 del mattino di domenica 18 ottobre 2020, è inclusa nell’elenco dei Paesi ad alto rischio di contagio.

La rimozione delle limitazioni agli spostamenti dall’Italia verso alcuni Paesi non esclude che questi Paesi possano, come fa anche l’Italia, porre dei limiti all’ingresso. Vi raccomandiamo di consultare sempre la Scheda Paese di interesse su Viaggiare Sicuri e il sito Re-open EU per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle autorità locali.

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Bisogna fare il tampone di ritorno dall’estero?

La risposta è sì, se si rientra da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Repubblica Ceca e Spagna. Il provvedimento è al momento valido fino al 13 novembre 2020. Il decreto ha stabilito che chi entra/rientra in Italia da questi Paesi (dopo anche un solo transito) debba anche:

a) presentare un’attestazione di essersi sottoposto, nelle 72 ore prima dell’ingresso in Italia, a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;

in alternativa

b) sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine (ove possibile) o entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento.

Chi ha soggiornato o transitato in questi Paesi deve anche comunicare il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente. 

Alla data del 23 ottobre 2020, è possibile fare il tampone nella maggior parte degli aeroporti italiani quali Roma Fiumicino, Roma Ciampino, Milano Malpensa, Venezia, Torino Caselle, Verona, Treviso, Bologna, Pescara, Perugia, Napoli, Palermo, Cagliari e Olbia.

Attenzione però, perché non tutti avranno la possibilità di sottoporsi al test in aeroporto, poiché è possibile fare solo un certo numero di test al giorno e solo in determinate fasce orarie. Chi non rientra nel test rapido in aeroporto dovrà rivolgersi alle strutture sanitarie locali. In generale, il nostro consiglio è quello di effettuare il tampone in loco nelle 72 ore prima del rientro o di prenotare il tampone già diversi giorni prima del rientro in Italia da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Repubblica Ceca e Spagna contattando le rispettive ASL di riferimento. 

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Quando si potrà viaggiare di nuovo nel resto del mondo? Viaggi extra UE sono aperti al turismo?

Dopo il blocco verso la totalità dei Paesi extra-europei per motivi di turismo, con il decreto del 7 agosto 2020 si è finalmente aperto uno spiraglio. Da questa data infatti, ai cittadini italiani (ed europei) si sono aperte le frontiere di alcuni Paesi extra-europei (anche per turismo). Al momento questi Paesi sono: Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Romania, Ruanda, Repubblica di Corea, Thailandia, Tunisia, Uruguay. Chi rientra in Italia da queste nazioni però, deve sottoporsi a isolamento fiduciario (quarantena di 14 giorni) e sorveglianza sanitaria, con l’obbligo di compilare un’autodichiarazione. Per raggiungere la propria destinazione finale in Italia inoltre può farlo solo con mezzo privato (è consentito solo il transito aeroportuale, senza uscire dell’aerostazione). Come avete capito, sono molti i vincoli per tornare a viaggiare di nuovo che però garantiscono sicurezza a tutto il popolo.

Per tutto il resto del mondo (ossia, gli altri Paesi extra-europei) gli spostamenti rimangono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, quali: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Al momento non sono quindi consentiti spostamenti per turismo e al rientro in Italia è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario (sempre di 14 giorni) e sorveglianza sanitaria, e compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente il rientro. La propria destinazione finale in Italia è inoltre raggiungibile solo tramite mezzo privato.

Anche in questo caso, la rimozione delle limitazioni agli spostamenti dall’Italia verso alcuni Paesi non esclude che questi Paesi possano ancora porre dei limiti all’ingresso. Come per i paesi europei, vi raccomandiamo di consultare sempre la Scheda Paese di interesse su Viaggiare Sicuri per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali. 

Se non sapete quando viaggiare di nuovo in determinati parti del mondo potete rapidamente controllare la situazione attraverso la nostra mappa globale aggiornata in tempo reale.

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Bisogna fare la quarantena di ritorno dall’estero?

Per quanto riguarda la maggior parte dei Paesi Europei e dell’Area Schengen no, tranne chi rientra dalla Romania. In questo caso al rientro in Italia si deve fare la quarantena obbligatoria (anche solo in caso di transito nei 14 giorni precedenti il rientro in Italia). Nel caso dei Paesi Extra-europei, tutti i viaggiatori che rientrano in Italia sono sottoposti a isolamento fiduciario obbligatorio di 14 giorni e a sorveglianza sanitaria

È consigliabile prenotare un viaggio per l’inverno?

Quando si potrà viaggiare all’estero e senza alcun vincolo? Vorremmo potervi dare una risposta univoca ma, come capirete, ci sono troppe variabili in ballo al momento. Pensare a una vacanza futura è una scelta molto personale, che potrebbe però rivelarsi decisamente intelligente. Molte compagnie aeree, così come diverse strutture alberghiere, stanno infatti adottando politiche di prenotazione e di rimborso estremamente flessibili per consentire ai clienti di pianificare un viaggio a prezzi vantaggiosi. Perché non approfittarne? Ormai abbiamo capito che la parola d’ordine di questo 2020 è flessibilità quindi… perché non lasciarsi trascinare un po’ dagli eventi? Se tutto va bene potremmo ritrovarci a scartare i regali su una spiaggia caraibica e non sarebbe affatto male. A voi la scelta, cari viaggiatori!

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FAQs

Questa è una situazione in rapido sviluppo, nel frattempo cerchiamo di rispondere alle domande più frequenti di chi intende viaggiare dentro o fuori i propri confini nazionali:

Devo fare la quarantena se torno da un Paese Europeo/Schengen?

Per quanto riguarda la maggior parte dei Paesi no. Al momento solo chi rientra dalla Romania deve fare la quarantena obbligatoria (sia anche solo transitato in questo Paese nei 14 giorni precedenti il rientro in Italia). 

Devo fare il tampone se torno da un Paese Europeo/Schengen?

La risposta è sì, se si rientra da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Repubblica Ceca e Spagna. Il provvedimento è valido fino al 13 novembre 2020.

Al momento, quali Paesi extra-europei sono aperti per turismo?

I Paesi extra-europei aperti per turismo sono: Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Romania, Repubblica di Corea, Thailandia, Tunisia e Uruguay.

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